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venerdì, 4 Aprile 2025
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Dalla malattia di Andrea nasce un progetto per aiutare persone con distrofia muscolare

Migliorare la qualità della vita è l'obiettivo di "Combatti la malattia con un sorriso". In programma, a Palermo, una serie di spettacoli solidali per sostenere la loro assistenza sanitaria specialistica

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di Giuseppina Messina
PALERMO

C’è Carlino, l’alter ego maschile di Raffaella Carrà, il cantante lirico che immagina di essere una star di successo. E anche  l’amore di coppia in vis comica negli spettacoli scritti ed interpretati con leggerezza dall’attore Emanuele Beltrame, che porterà in scena al  Convento cabaret, a Palermo, da sabato 18 febbraio alle 21, per il progetto “Combatti la malattia con un sorriso”.  Sul filo dell’ironia, Beltrame, romano di nascita, laureato in arte drammatica, ha deciso di dare voce, parole e corpo a personaggi e situazioni diverse, only show man, dove lo spettatore si rispecchia senza prendersi troppo sul serio con la consapevolezza di essere protagonista di un progetto di ampio respiro che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per assicurare l’assistenza sanitaria specialistica alle persone affette da distrofia muscolare.

Una grande famiglia guidata da Giovanni D’Aiuto dove ciascuno si attiva in modi diversi per raccogliere fondi. “Insieme ad altri abbiamo comprato lo scorso anno un ecografo portatile per la dottoressa Grazia Crescimanno che si occupa delle complicanze respiratorie”. A parlare è Roberta Gaudenti, mamma di Andrea, 25 anni, affetto da distrofia muscolare di Duchenne dalla nascita, deceduto due anni fa. Roberta ha deciso di non piangersi addosso. “Andrea non avrebbe voluto lui che amava la vita, che scrivera canzoni, che amava uscire, circondarsi di amici e che non perdeva mai quel sorriso che contagiava chiunque incontrasse sulla sua strada”.  E proprio l’estate del 2021, pochi mesi prima della sua morte avvenuta a settembre, in un villaggio turistico incontra Emanule Beltrame che lavorava lì come capo animazione. “Conquistato senza se e senza ma. Ma non certo per pietismo – sottolinea Emanuele – ma per quella sua incontenibile gioia di vivere”.

Roberta Gaudenti

Graffiava la vita Andrea che faceva il portiere nella squadra “Red Cobra” di hockey in carrozzina e che si era fatto promettere da Emanuele che l’avrebbe aiutato per cercare fondi per questo sport che aveva intrapreso da tre anni con impegno e passione. “Ad Andrea ho anche dedicato un monologo, ‘Il portiere’, per l’appunto – dice l’artista – dove prendo in giro i pregiudizi e gli stereotipi culturali contro la disabilità. Così come faceva lui perchè quando si giocava al gioco della sedia diceva ridendo di partire avvantaggiato perchè era seduto da ben 16 anni. E certo – continua Beltrame –, fino all’ultima telefonata che mi ha fatto dove mi ripeteva di dargli una mano per il suo sport del cuore, non avrei immaginato di essere qui e di continuare a combattere insieme a sua madre Roberta ed ai suoi amici, per migliorare le cure per l’assistenza per chi è affetto da distrofia muscolare”. E di farlo, nonostante tutto, con un sorriso.

Appuntamento al Convento cabaret sabato 18 febbraio, alle 21, con “Cupido colpisce al cuore” con gag divertenti sull’amore e domenica 26 febbraio, alle 18, con “Volevo fare il ballerino”,  dove Emanuele si trasformerà di volta in volta, nel sosia di Raffaella Carrà, di un mago mentalist, di una spagnola. In entrambi gli spettacoli sarà accompagnato dalle ballerine Rosanna Prestigiacomo e Flavia Oliveri. “Combatti la malattia con un sorriso” ritornerà al Convento, il 19 marzo alle 18, con il monologo di successo “Tutto su mio padre” dove tra risate e aneddoti, Emanuele ripercorre legami e sentimenti familiari.  Su una delle pareti di casa di Roberta e di Andrea, è scritta a grandi lettera una  frase di Paulo Coelho “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”, un monito a non mollare. “Come mio figlio – dice Roberta – e che è stato sempre un guerriero”. Con il sorriso di chi ha acceso ed accende  luci di speranza.

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