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venerdì, 4 Aprile 2025
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(Dis)incanto: 17 persone detenute in scena al carcere Pagliarelli

Lo spettacolo, ha avuto come protagoniste le persone detenute della Compagnia Teatrale Evasioni della Casa circondariale Pagliarelli “Antonio Lorusso” nell’ambito della programmazione del Prima Onda Fest

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO – Un applauso lungo e pieno di emozioni è stato quello manifestato dal pubblico alle 17 persone detenute che hanno realizzato lo spettacolo insieme a 5 attrici.
“(Dis)Incanto” è un viaggio nell’immaginazione e nella poesia che ci fa andare oltre, permettendoci di attraversare la vita, senza restarne travolti. Lo spettacolo, lo scorso 7 novembre, ha avuto come protagoniste le persone detenute della Compagnia Teatrale Evasioni della Casa circondariale Pagliarelli “Antonio Lorusso” nell’ambito della programmazione del Prima Onda Fest.

La drammaturgia e la regia di “(Dis)Incanto” sono state curate da  Daniela Mangiacavallo, da anni impegnata con l’associazione di promozione sociale “Baccanica”, nel progetto della Fondazione Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio), intitolato “Per Aspera ad Astra”; il progetto è finalizzato a portare il teatro in carcere, per contribuire alla valorizzazione dell’identità personale e alla risocializzazione delle persone detenute. In questa sua sesta edizione edizione, oggi, “Per Aspera ad Astra” ha in rete quattordici istituti di pena italiani; la realtà capofila del progetto con la Compagnia della Fortezza è il carcere di Volterra, dove nel ’94 con il regista Armando Punzo è iniziata questa avventura.

Le persone detenute, con sguardi profondi e grande espressività,  hanno recitato, in alcuni passaggi, anche in dialetto siciliano. “In teatro mi sono calato molto nel personaggio di Lucio, una persona come voi e non un detenuto nella sua cella come tutti gli altri – ha raccontato A.C. “. “Sono contento di aver vissuto tutto questo – ha continuato G.G. -. L’applauso del pubblico mi ha commosso tanto dandomi tanta energia positiva. Il teatro ci fa distrarre molto la mente, facendoci dimenticare, per alcuni momenti della giornata, il luogo in cui viviamo”.

Dal 2016  mi impegno con le persone detenute del carcere trasmettendo l’arte teatrale in tutta la sua bellezza. (Dis)Incanto – afferma la regista Daniela Mangiacavallo – riflette sulla capacità dell’uomo, oggi, di poter ancora provare incanto. Il copione è stato realizzato in itinere con tutti loro. L’opera vuole essere uno sguardo puro, un animo di bambino e la capacità di abbandonarsi alla fantasia e al sogno: queste le porte per accedere al bello e alla realtà più profonda e nascosta delle cose. In un mondo che cambia e spaventa, pronto a inghiottirci, le favole sono una possibilità, una sorta di salvacondotto per attraversare la vita. È in quella fessura sottile tra ragione e sogno che la poesia sa guardare, anche quando ormai gli occhi sono ciechi”.

“Il teatro ha il merito di aiutare molto queste persone a vivere meglio il periodo della detenzione in carcere stimolandole molto nella capacità di riflettere sulle cose – ha detto la direttrice della Casa Circondariale Pagliarelli “Antonio Lorusso” Maria Luisa Malato -. Siamo molto soddisfatti di questo lavoro perchè lo sforzo organizzativo è stato notevole”.

Per “(Dis)Incanto” al Pagliarelli, insieme agli attori-detenuti, in scena ci sono state anche le attrici e gli assistenti alla drammaturgia e alla regia: Fabiola Arculeo, Oriana Billeci, Marzia Coniglio, Alba Sofia Vella e Antonella Sampino. Di Roberta Barraja sono stati i costumi mentre l’assistente ai costumi è stata Francesca Mandalà; i suoni e le luci di Antonio Palazzolo; la fotografia di Danilo Tarantino e Chiara Lo Nardo. Un ringraziamento particolare per la disponibilità messe in campo per il buon fine dell’iniziativa è stato espresso alla direttrice della Casa circondariale Pagliarelli “Antonio Lorusso” Maria Luisa Malato, al comandante della polizia penitenziaria Giuseppe Rizzo, all’assistente capo Vincenzo Caruso, a tutta l’aria educativa e, in particolare al capo area Rosaria Puleo e al funzionario giuridico pedagogico Alba Petruso.

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