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SOS Ballarò, un corteo per chiedere “cura e rispetto per l’Albergheria”

L'appuntamento il 28 marzo a Casa Professa. Diverse le istanze, tra cui la difesa delle attività storiche e la gestione sostenibile dei rifiuti e degli spazi pubblici

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO. Bisogna partire da azioni concrete che garantiscano i servizi e valorizzino le tante risorse che ci sono nell’ampio quartiere popolare di Ballarò/Albergheria. E’ l’appello che le associazioni rivolgono alle istituzioni politiche e amministrative affinchè si possano affrontare i principali problemi che continua ad avere il quartiere. Il prossimo 28 marzo, un corteo cittadino, con raduno alle ore 16, partendo da piazza Casa Professa, attraverserà le piazze e le strade per rivendicare “CURA e RISPETTO per l’Albergheria!”. Tra i principali nodi problematici che, da diverso tempo, lamentano le associazioni di SOS Ballarò ed i residenti ci sono: la ⁠difesa delle attività storiche, il ⁠sostegno e l’attenzione ai processi di regolarizzazione, la ⁠gestione sostenibile dei rifiuti e degli spazi pubblici e la garanzia della dignità e del benessere delle persone.

“Vogliamo scendere di nuovo in strada per riprendere il contatto con la città e per fare conoscere i molti aspetti ancora non risolti del quartiere – ha affermato il salesiano don Enzo Volpe di Casa A’ncora -. In Albergheria ci sono ancora dinamiche che dovrebbero essere prese in considerazione sia dall’amministrazione ma anche da tutta la società civile. C’è l’urgenza legata alle attività storiche del quartiere che non possono essere soppresse e oppresse da una mancanza di attenzione ai processi di regolarizzazione. Attualmente, sono fermi e abbandonati i due mercati coperti che dovevano nascere. Il benessere e la dignità delle persone passano pure da una corretta gestione dei rifiuti che ancora è molto difficile da perseguire. Chiaramente, se garantiamo i servizi e un lavoro regolare allontaniamo pure la criminalità”.

“C’è purtroppo, soprattutto di notte, nella piazza Santi Quaranta Martiri – ha continuato Alfonso Cinquemani, presidente del Centro Astalli di Palermo un forte spaccio e consumo di droghe. La situazione che riguarda pure altre strade del quartiere è molto pesante è andrebbe affrontata, a vario livello. Poi abbiamo lo situazione dei rifiuti che richiederebbe pure la collaborazione dei residenti. Ogni giorno il nostro centro diurno accoglie circa 50 persone straniere e qualche italiano in forte difficoltà. Nella struttura offriamo la colazione e cerchiamo di rispondere ad altri bisogni primari. Con queste persone condividiamo i problemi del quartiere che sono la mancanza di servizi e il problema di pulizia e ordine di strade e piazze. Sicuramente, invitiamo tutti ad uscire dall’indifferenza sociale”.

Tra gli attivisti storici di SOS Ballarò, a parlare è pure Massimo Castiglia. “Ci auguriamo la partecipazione dei rappresentanti politici comunali e regionali – ha sottolineato Massimo Castiglia – a cui stiamo mandando l’invito. Al centro di tutto c’è l’organizzazione del quartiere nella gestione della sua economia sostenibile e solidale. Puntare soltanto ad una accoglienza turistica cozza con i bisogni principali dei residenti e piccoli commercianti che vengono, inevitabilmente, penalizzati nello svolgimento delle loro attività storiche. La cosa grave è che si è bloccato il processo di regolarizzazione che prevedeva l’avvio del mercato coperto con 41 stalli di commercianti. In un percorso che condividiamo poco si stanno pure trasformando, per esempio, le botteghe di ortofrutta in luoghi per street food che, di fatto, uccidono il mercato di Ballarò. C’è, quindi, un problema forte di vivibilità per i residenti del quartiere che convivono con i diversi b&b turistici. Solo un processo di regolarizzazione della vita dell’Albergheria potrebbe limitare concretamente le diverse attività criminali garantendo una maggiore legalità”.

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