PALERMO. Si fa sempre più concreta la rinascita dell’Oratorio Quaroni, spazio della Curia Arcivescovile di Palermo, nel cuore del centro storico urbano, oggi gestito dalla cooperativa culturale Kòrai. L’oratorio prende il nome dal celebre architetto, artefice della ricostruzione dell’intero complesso, un tempo Chiesa di S. Giovanni dei Gerosolimitani, demolita dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Lo scorso sabato ha riaperto i battenti ospitando una giornata di studio intitolata “Cammini di Sicilia. Storia, arte e bellezza nell’Anno Giubilare”: l’evento, che ha inaugurato una mostra fotografica sui cammini siciliani a cura del Dipartimento Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, è stato anche l’occasione per presentare alla città il MuDiR | Museo Diffuso Rosaliano.
Il progetto, a cura di Kòrai – gestore dell’Itinerarium Rosaliae e gesto concreto del Progetto Policoro diocesano – prende avvio nell’anno giubilare per valorizzare e promuovere gli oltre 50 luoghi e beni culturali cittadini legati alla Santa Patrona ed il cammino naturalistico, culturale e religioso a lei dedicato: l’Itinerarium Rosaliae, con i suoi 15 comuni.
A questo fine, il nuovo spazio culturale e turistico, sito in Via Maqueda, 276, sarà dotato di un Infopoint turistico e di sistemi di fruizione multimediali e partecipativi che coinvolgeranno la comunità locale, visitatori e turisti.
“Siamo felici di avviare nell’anno giubilare l’apertura effettiva a Palermo di un luogo dedicato al Cammino della nostra Santa Patrona – dice Susanna Gristina, Presidente della Cooperativa Korai-. È uno spazio che vedremo in continua crescita e trasformazione nei prossimi mesi, creato in sinergia con gli Uffici di Pastorale della nostra diocesi per promuovere l’offerta culturale e turistica su S. Rosalia, sia nella città di Palermo che nei 14 borghi dell’Itinerarium”.
Itinerarium Rosaliae che collega i luoghi dell’eremitaggio di Santa Rosalia, da Santo Stefano Quisquina fino a Palermo, e che “attraversa, 15 splendidi borghi nelle Arcidiocesi di Palermo, Monreale, Agrigento e nell’Eparchia di Piana degli Albanesi” – continua Susanna Gristina – “lungo sentieri, strade, trazzere e ben 7 aree naturali protette di notevole pregio, creando una rete di comunità attorno alla straordinaria figura di S.Rosalia. Un cammino che, inizialmente tracciato dal Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale della nostra regione, si è evoluto in un entusiasmante progetto in cui abbiamo coinvolto i territori e le comunità ecclesiali”.
La Giornata di Studio sul Turismo dei Cammini svoltasi il 29 marzo, s’inserisce nell’ambito delle azioni di valorizzazione del turismo lento in Sicilia, promosse dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana.
“Come Regione Sicilia stiamo portando avanti, attraverso alcune misure e bandi specifici, delle iniziative volte a valorizzare un turismo relazionale ed accessibile a tutti, che guardi alle famiglie e anche pet friendly”, ha affermato Maria Concetta Antinoro, dirigente generale del Dipartimento Regionale del Turismo. Le fa eco Sergio Scaffidi del Dipartimento Regionale al Turismo, che ha puntato l’attenzione sulla competitività raggiunta dai Cammini di Sicilia: “sono segmenti turistici che stanno riuscendo a valorizzare aree interne della Sicilia che diversamente sarebbero rimaste fuori dai circuiti, e che ora invece includono reti di Comuni, associazioni, stakeholder”.
E’ intervenuto all’incontro, moderato da Francesco Campagna di Associazione Itinerarium Rosaliae anche l’Arcivescovo di Palermo Monsignor Corrado Lorefice, che ha parlato dei rischi di un turismo di massa mordi e fuggi e che ha voluto invece sottolineare “L’importanza di un turismo lento, dal forte valore umano ma anche spirituale, in grado di favorire legami profondi con l’altro e con la comunità, creando un percorso di crescita condiviso che diventa parte integrante del cammino stesso”.
Presenti all’incontro il Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Tempo Libero, Turismo e Sport dell’Arcidiocesi di Palermo, Fabio Puleo, il nuovo Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Palermo, don Mario Consiglio, insieme a padre Giuseppe Bucaro, suo predecessore in questo ruolo e attualmente coordinatore del Tavolo Interistituzionale Itinerarium Rosaliae.
Le riflessioni proposte dal professore Giuseppe Savagnone sul significato del viaggio e del cammino sono state sicuramente di grande interesse. Ha esplorato il loro valore antropologico, analizzando anche le diverse interpretazioni del viaggio nella civiltà greca, nella Bibbia e nell’esperienza contemporanea legata al nomadismo digitale. Quest’ultima, infatti, sembra diluire il significato del viaggio, privandolo di un inizio e di una fine, e facendolo sembrare privo di quegli elementi che, invece, nel cammino e nel pellegrinaggio rivestono un’importanza fondamentale per il percorso di crescita spirituale sia personale che comunitario, per la Chiesa nel suo complesso.
Particolarmente stimolante è anche la visione di un turismo lento più accessibile e inclusivo proposta da Pietro Scidurlo, fondatore nel 2012 dell’associazione Free Wheels Onlus, che oggi continua a battersi per promuovere un cambiamento culturale capace di trasformare la disabilità da problema a opportunità di accessibilità, puntando su un’accoglienza inclusiva e investendo anche nei giovani e nella formazione.
In collegamento da remoto, don Marco Fagotti dell’Ufficio nazionale per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport della CEI ha presentato i “Cammini della Fede”, iniziativa giubilare che supporta i pellegrini con una WebApp (www.camminidellafede.it). La piattaforma offre mappature georeferenziate e informazioni utili sui punti di interesse ecclesiali, suddivisi in tre categorie, che sintetizzano i bisogni fondamentali dei viandanti: pregare, mangiare, dormire, facilitando il viaggio attraverso le varie tappe.
“Sono lieto di annunciare, proprio qui, che Palermo è stata la prima città d’Italia ad aver proposto l’inserimento del suo cammino, in questo caso l’Itinerarium Rosaliae, tra i Cammini della Fede che seguiranno i primi 9 pilota. Il progetto è un tentativo concreto di mettere in relazione le Chiese locali con i cammini, così da rendere le comunità davvero ospitanti in un circolo virtuoso tra l’ospite e le comunità. La Chiesa, muovendosi così, non solo è attraversata dai cammini, ma inizia ad abitarli. Non è un caso, infatti, che sia il Vescovo a presentare la richiesta di entrare in ‘Cammini della Fede’, ed è la concretizzazione di ciò che ha fermamente sostenuto Papa Francesco in varie occasioni: essere Chiesa in cammino”, ha affermato don Marco.
La lunga giornata di studi e di approfondimento sul turismo dei Cammini di Sicilia si è conclusa con l’intervento di Totò Trumino, fondatore e custode del Cammino di San Giacomo in Sicilia e Responsabile del Coordinamento della Rete dei Cammini e Sentieri di Sicilia. “In Sicilia possiamo contare oltre 5000 km di cammini e sentieri mappati” – ha affermato Trumino, annunciando per il prossimo 13 aprile la Prima Giornata Regionale dei Cammini: un appuntamento che si vuole istituzionalizzare e svolgere ogni prima domenica di aprile di ogni anno come ‘Giornata dei camminatori’.
La giornata, arricchita dai numerosi interventi dei tanti gestori di cammini presenti da tutta la Sicilia, è proseguita nel pomeriggio con l’inaugurazione, sempre presso il MuDiR, della mostra fotografica “Cammini di Sicilia”, alla presenza di numerosi partecipanti e dell’Assessore Comunale al Turismo, Alessandro Anello. La mostra esposta dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana nel 2024 ad Assisi per la festa di San Francesco, patrono d’Italia, non era stata ancora presentata al pubblico siciliano.
Resterà aperta a Palermo tutti i giorni dalle ore 10 alle 18 fino al 4 maggio presso la sede del MuDiR (Oratorio Quaroni in Via Maqueda, 276), “nuovo contenitore culturale dedicato all’Itinerarium che” – ha ribadito Susanna Gristina, presidente della cooperativa Korai – “siamo felici di aprire, ospitando e promuovendo tutti i Cammini di Sicilia con lo stesso spirito di accoglienza e collaborazione della Rete dei Cammini e Sentieri di Sicilia”.